I DETENUTI PALESTINESI HANNO VINTO. RAGGIUNTO L’ACCORDO CON LE AUTORITA’ ISRAELIANE.

I detenuti in sciopero della fame firmano un accordo con le autorità carcerarie

Ma’an News

 
BETHLEHEM (Ma’an) – Fonti ufficiali riferiscono a Ma’an che lunedì i detenuti hanno firmato un accordo con le autorità carcerarie israeliane per mettere fine al loro sciopero della fame di massa.
Rappresentanti dei prigionieri di ciascuna fazione hanno raggiunto un accordo nella prigione di Ashkelon, ha dichiarato in un comunicato il capo dell’associazione dei prigionieri, Qaddura Fares. Il servizio di sicurezza interno di Israele, lo Shin Bet, ha confermato l’accordo, riferisce il sito israeliano Ynet.

Le condizioni

Il funzionario di Hamas Arouri, uno dei membri del team di negoziatori, ha detto che Israele è d’accordo a formulare una lista di accuse formali ai detenuti amministrativi o a rilasciarli al termine della stessa detenzione amministrativa. Nei commenti al nuovo sito affiliato ad Hamas, il Palestine Information Center, ha detto che l’accordo mediato dall’Egitto prevede che Israele rilasci tutti i detenuti in isolamento entro le prossime 72 ore.  Israele toglierà anche il divieto alle visite dei parenti dei detenuti della Striscia di Gaza e revocherà la cosiddetta legge Shalit, secondo il funzionario.  
L’israeliana  “Shalit law” limita l‘accesso dei prigionieri ai colloqui con i famigliari ed ai materiali educativi, come punizione per i cinque anni di detenzione del soldato israeliano  Gilad Shalit nella Striscia di Gaza controllata da Hamas. Shalit è stato liberato lo scorso ottobre in uno scambio di prigionieri.

Tutto o niente

Ofir Gendelman, portavoce del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ha detto a Ma’an che tutti i prigionieri devono porre fine allo sciopero entro 72 ore e non rifiutare più il cibo, affinchè l’accordo sia rispettato.
Le associazioni dei prigionieri stimano che circa 2000 prigionieri avevano aderito allo sciopero della fame di massa lanciato il 17 aprile per chiedere migliori condizioni di detenzione.
Un altro gruppo di prigionieri in detenzione amministrativa ha lanciato un ulteriore sciopero per protestare contro il fatto di essere detenuti senza accuse, fra i quali Bilal Diab, 27 anni, e Thaer Halahla, 33 anni, che sono stati per 77 giorni senza cibo.
Il loro avvocato Jamil Khatib ha riferito a Ma’an che, nella mattinata di lunedì, Diab e Halahla si erano rifiutati di smettere lo sciopero fino al loro rilascio, dopo essere stati informati che il rilascio alla fine del loro periodo di detenzione è incluso nell’accordo.  
Un parente di Halahla ha detto che gli scioperanti da più lungo tempo stanno ancora decidendo i prossimi passi. Il ministro Issa Qaraqe ha detto ai giornalisti che l’avvocato dell’associazione dei prigionieri, Jawad Bulous, si sta recando nelle infermerie delle prigioni per discutere l’accordo con gli scioperanti.

La forza della non violenza

La dirigente dell’OLP Hanan Ashrawi ha plaudito all’accordo ed ha dichiarato che dimostra la forza della resistenza non violenta.
“Quella dei prigionieri palestinesi di fronte all’autorità carceraria israeliana non è una vittoria solo per loro e le loro famiglie, ma anche per i milioni di Palestinesi che vivono nei Territori Palestinesi Occupati ed in esilio”, ha detto Ashrawi in una dichiarazione.  
“Il coraggio degli hunger strikers è una magnifica ispirazione, come il loro altruismo e la loro umiltà”, ha aggiunto la dirigente, che ha anche ringraziato i mediatori egiziani, la comunità internazionale “e le persone di coscienza nel mondo intero” per il loro sostegno agli scioperanti.

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