2 novembre 2011
La nave canadese Tahrir e quella irlandese Saoirse hanno raggiunto le acque internazionali, segnando così l’inizio della campagna «Le onde di liberazione per Gaza». I vascelli sono ora nel Mediterraneo e metteranno la prua verso Gaza nelle prossime ore.
«Emanando dalle Freedom Flotillas, le onde della liberazione per Gaza si stanno sollevando» ha detto, a bordo della Tahrir, Ehab Lotayef, membro del comitato direttivo della nave canadese per Gaza. A bordo vi sono delegati, oltre che canadesi, dall’Australia, dagli Stati Uniti e dalla Palestina. Lotayef : «Siamo ora in acque internazionali e contiamo di raggiungere la costa di Gaza entro qualche ora. Fra gli ostacoli importanti sulla nostra rotta, vi sono le Forze israeliane e la complicità del governo Harper con loro, ma il vento dell’opinione pubblica soffia nelle nostre vele e ci motiva ancora di più nel contestare l’assedio illegale che subisce il milione e mezzo di abitanti di Gaza.»
A bordo della Tahrir, David Heap, anche lui membro del comitato direttivo, aggiunge: «Il semplice fatto che abbiamo raggiunto le acque internazionali è di per sè una vittoria per il movimento. Malgrado le difficoltà economiche, malgrado l’espansione del blocco fino alla Grecia, malgrado l’aggressione della guardia costiera greca e nonostante una mobilitazione importante della marina israeliana per fermarci, siamo ormai vicini alle coste di Gaza ed a raggiungere il nostro obiettivo: sfondare il blocco di Gaza ed occupare l’occupazione».
Lotayef precisa che «i Palestinesi che vivono a Gaza non vogliono carità ma solidarietà, ed affermano senza equivoci al mondo intero che quello che vogliono è semplicemente di essere liberi. L’auto umanitario è certamente utile, ma i cittadini di Gaza sono prigionieri, senza libertà di movimento. Attraverso il suo assedio illegale di Gaza, Israele impedisce non solo l’importazione di merci verso Gaza, ma anche l’esportazione di merci provenienti da Gaza. E il blocco impedisce ai Palestinesi di circolare liberamente fra Gaza e la Cisgiordania, in violazione dei diritti umani fondamentali».
L’iniziativa delle onde di liberazione per Gaza è un movimento non violento della società civile che vuole contestare l’assedio israeliano di Gaza. (…)
Alcune restrizioni dell’ultimo minuto da parte delle autorità portuali ci hanno obbligato ad avere a bordo solo un terzo dei delegati e dei giornalisti previsti. Malgrado tutto, la Tahrir e la Saoirse si dirigono a grande velocità verso Gaza.
«Anche se la Tahrir porta aiuti sanitari che scarseggiano crudelmente a Gaza, il nostro obiettivo principale è di liberare i Palestinesi dalla prigione a cielo aperto chiamata Gaza», dice Heap. «Noi ci riconosciamo nelle parole del movimento contro la segregazione negli Stati Uniti, il movimento per i diritti civili «Noi che crediamo nella libertà non possiamo riposarci». E continueremo a contestare l’assedio illegale fino a quando Gaza e il resto della Palestina saranno liberate».
Per informazioni o per intervistare i delegati a bordo della Tahrir :
In francese: Denis Kosseim, Canadian Boat to Gaza, 514-923-5594
In inglese: Dylan Penner, Canadian Boat to Gaza, 613-859-6996
Sono possibili interviste con i delegati a bordo della Tahrir in francese, inglese, spagnolo ed arabo.






