CON IL POPOLO PALESTINESE FERMIAMO IL MASSACRO A GAZA

AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: per chi risiede a Roma e dintorni, mercoledì 23 luglio, alle 17.30, in Via Baldassarre Orero n. 61 (zona Casalbertone), è convocata una riunione per la partecipazione alla manifestazione romana che si terrà giovedì 24, con appuntamento alle 18.00 a Piazza Vittorio.

La riunione nazionale tenutasi sabato 19 luglio ha preso atto della diffusa difficoltà a rispondere all’appello per la convocazione di una manifestazione nazionale in solidarietà con il popolo palestinese. Da più parti è stato comunicato che non si ritiene possibile, in questo particolare momento, organizzare e gestire un appuntamento a carattere nazionale. Emerge, tuttavia, la necessità di individuare e praticare elementi unificanti da proporre nelle diverse iniziative locali che avranno luogo in questa settimana in diverse città.

Fermiamo Israele, la guerra, il massacro.

La guerra divampa a Gaza ed i Palestinesi ne fanno ancora una volta tragicamente le spese. E’ lo Stato sionista di Israele, con la complicità attiva degli Stati democratici, il responsabile storico dell’oppressione del popolo palestinese.
Noi chiediamo un cessate il fuoco immediato e la contestuale fine dell’assedio della Striscia di Gaza da parte israeliana con la complicità egiziana; lo smantellamento dei check point nella West Bank e la fine del processo di colonizzazione; la liberazione dei prigionieri palestinesi; il diritto al ritorno dei profughi, in solidarietà con i rifugiati palestinesi di Yarmouk e degli altri campi assediati; la sospensione immediata della fornitura di armi e sistemi d’arma italiani allo Stato israeliano e sollecitiamo i parlamentari disponibili ad intraprendere iniziative concrete in questa direzione.

Le logiche belliche e gli interessi di regime dividono i Palestinesi, indeboliscono la loro resistenza, rendono impossibile la loro autodeterminazione.
Per una nuova solidarietà con il popolo palestinese e tutti i popoli arabi oppressi che lottano per la libertà contro regimi tirannici e reazionari, dalla Tunisia all’Egitto ed alla Siria, i cui popoli sono fraternamente solidali con i Palestinesi.
Esprimiamo la nostra solidarietà alla coalizione internazionale della Freedom Flotilla, agli attivisti internazionali presenti a Gaza e in Cisgiordania ed a quei settori della società israeliana che si battono contro l’occupazione, l’apartheid e la guerra.
Sulla base di questi contenuti, ci impegniamo nella settimana dal 21 al 26 luglio a promuovere e a partecipare ad iniziative articolate localmente, a partire dalla manifestazione romana di giovedì 24, ed a proseguire nella mobilitazione. Esprimendo la nostra solidarietà con il popolo palestinese, lo faremo anche verso tutti i popoli del Mediterraneo che in questi anni hanno intrapreso pacificamente il cammino per liberarsi dalla dittatura e dall’oppressione e troppe volte si sono scontrati con la repressione e la militarizzazione forzata della loro lotta.

Freedom Flotilla Italia, Campagna per Yarmouk, La Comune, Comitato Romano di Solidarietà con il Popolo Siriano, Centro Open Mind – Messina, Sunshine4Palestine, Associazione antirazzista e interetnica 3 febbraio, Karama – Comitato di solidarietà con il popolo siriano (Bologna), Coordinamento Romano di Sinistra Anticapitalista, Circolo ARCI “Handala” (Imperia), Libertà e Democrazia per l’Egitto (Roma), Associazione Dhuumcatu, Casa del Popolo “Giovanni Tanas” (Roma), Associazione umanista Atlantide onlus, Communia – Spazio Comune (Roma), ManifestoLibri, Laboratorio Filosofico”Sofia Roney org”, Communia Network, Giovani Musulmani d’Italia, Partito Comunista dei Lavoratori, Pressenza – Agenzia Stampa Internazionale   

Per info e adesioni: inpiazzapergaza@libero.it

 

APPELLO URGENTE: SABATO 19 LUGLIO RIUNIONE A ROMA PER PROMUOVERE UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE

Smoke and fire from an Israeli bomb rises into the air ove Gaza City

Appello per una riunione nazionale in solidarietà con il popolo palestinese e  la popolazione di Gaza

La guerra scatenata nuovamente da Israele contro i Palestinesi ha già mietuto quasi duecento vittime e numerosissimi feriti, di cui moltissime donne e bambini. L’ennesima aggressione bellica ha radici lontane di ingiustizia storica e spoliazione del popolo palestinese. Di fronte a questa emergenza umana è urgente e necessario reagire e rilanciare una nuova solidarietà con il popolo palestinese per l’immediata cessazione dei bombardamenti e per fermare l’escalation bellica.
Per bloccare l’aggressione israeliana, sviluppare la solidarietà con la popolazione Palestinese, sostenere  la  lotta  per la  libertà, per il diritto all’ autodifesa della vita e per l’autodeterminazione di tutte le popolazioni  arabe dalla Tunisia alla Palestina, dall’Egitto alla Siria e  per l’immediata sospensione della fornitura di aerei militari e sistemi d’arma italiani all’esercito israeliano, riteniamo sia necessaria una mobilitazione straordinaria verso una iniziativa nazionale unitaria per sabato 26 luglio.

Per questo proponiamo  una riunione  per costruire l’iniziativa e definire la sua piattaforma  sabato 19 luglio a Roma alle ore 10.30 in Via di Porta Labicana n. 56/a.

Adesioni a: inpiazzapergaza@libero.it 

Prime firme:

Coordinamento Freedom Flotilla Italia; Campagna nazionale per Yarmouk; Comitato Romano di Solidarietà con il Popolo Siriano; Comune Umanista Socialista; Associazione antirazzista interetnica “3 febbraio”; Comitato Liberta’ e Democrazia per l’Egitto – Roma; Stay Human Onlus; Sunshine4Palestine Association; Centro OPEN MIND glbt di Catania; Circolo ARCI “Handala” – Imperia; Associazione Dhuumcatu; Casa del Popolo “Giuseppe Tanas” di Primavalle – Roma; Sinistra Anticapitalista – Roma; Associazione Umanista Atlantide Onlus

Inizio modulo

 

 

Invito a partecipare alle mobilitazioni

10426768_10203344765795297_8735981051538873351_nSTOP AL MASSACRO A GAZA
PER UNA PACE GIUSTA TRA PALESTINA E ISRAELE

Chiamiamo uomini e donne che credono nella Pace e nella nonviolenza a partecipare oggi,  mercoledì 16 luglio e nei prossimi giorni alle mobilitazioni in tutta Italia, per fermare il  massacro a Gaza e per una pace giusta tra Palestina e Israele. Il profilo facebook Vittorio Arrigoni riporta gli appuntamenti nelle varie città. 
Ogni morte ci diminuisce, ogni uomo, donna, bambino ucciso pesa nelle nostre coscienze.
Vogliamo vedere i bambini vivere e crescere in pace non maciullati da schegge di piombo.

CHIEDIAMO:
• che cessino immediatamente il fuoco, gli attacchi aerei israeliani a Gaza che hanno provocato circa 200 morti, le rappresaglie e le vendette da ogni parte;
• che la politica e la comunità internazionale assumano un ruolo attivo di mediazione per la fine dell’occupazione militare israeliana e la colonizzazione del territorio palestinese, per il rispetto dei diritti umani, della sicurezza e del diritto internazionale in tutto il territorio che accoglie i popoli israeliano e palestinese;
• che il Governo italiano si attivi immediatamente affinché il nostro Paese e i Paesi membri dell’Unione Europea interrompano la fornitura di armi, di munizioni, di sistemi militari, come pure ogni accordo di cooperazione militare con Israele;
• che il nostro Governo, oggi alla Presidenza dell’Unione Europea, assuma questi impegni con determinazione e coraggio;
• che ogni cittadino si impegni responsabilmente nel boicottaggio dei prodotti delle colonie israeliane in Palestina, come strumento di denuncia della colonizzazione.

Freedom Flotilla Italia

L’Arca di Gaza è stata deliberatamente colpita da Israele

ATT2E’con dolore e indignazione che annunciamo che l’Arca di Gaza è completamente distrutta. Da un colpo sparato  dalle Forze di Occupazione Israeliane alle 2 di notte, ora locale di Gaza, venerdì 11 luglio. Ha preso fuoco a seguito del colpo ricevuto ed è stata danneggiata in modo irreparabile. In un contesto di morte e distruzione causata da Israele, il danno al nostro progetto impallidisce di significato.

Comunque, è ora chiaro che l’Arca di Gaza è stata deliberatamente colpita da Israele (per la seconda volta). Israele non è preoccupato per la propria sicurezza, come dichiara, ciò che veramente lo preoccupa e che teme sono i progetti di pace come il nostro che lo costringono ad esporre le proprie atrocità.

La buona notizia è che nessuno ha perso la vita o è stato ferito in conseguenza a questo attacco dal momento che un paio di giorni prima avevamo deciso di far scendere la guardia dalla barca per non esporla a rischi.

Vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a raccogliere i $300.000 per l’Arca di Gaza e vogliamo rassicurarvi che, nonostante la perdita, i vostri soldi non sono stati donati invano.

Abbiamo fornito lavoro a diversi Palestinesi per ristrutturare la barca nell’ultimo anno e mezzo, impiegando costruttori, carpentieri, sommozzatori e elettricisti. Con una disoccupazione che supera ora la soglia del 40% a Gaza , siamo contenti di esser riusciti a fornire un po’ di lavoro, anche se a poche persone. Abbiamo anche contribuito a rivitalizzare le competenze cantieristiche a Gaza e passarle alle nuove generazioni di artigiani. L’Arca di Gaza ha anche rafforzato lo spirito dei Palestinesi che ci hanno lavorato direttamente o che hanno contribuito in ogni modo e che l’hanno sostenuta. E, cosa più importante, ha inviato un messaggio forte e chiaro a Israele : il mondo sta e continuerà a stare al fianco della popolazione di Gaza.  

Quindi, il Comitato Direttivo Arca di Gaza e la Coalizione della Freedom Flotilla stanno valutando intensamente cosa fare dopo. Abbiamo molte idée, e su un punto concordiamo tutti : continueremo a sfidare l’illegale blocco Israeliano in un modo o nell’altro. Troviamo che sia particolarmente simbolico il fatto che, malgrado la barca sia completamente distrutta, il nome e il logo, sono rimasti intatti.   ATT3

Il minimo che possiamo fare tutti ora è far sentire le nostre voci. Chiamare o scrivere ai nostri governi e anche le ambasciate e i consolati israeliani e protestare contro l’attacco a Gaza, il massacro, la distruzione,anche quella dell’Arca di Gaza, che è patrimonio di tutti noi.

Il nostro motto è “Costruire Speranza” e non ci fermeremo finchè Gaza non sarà libera e i diritti di tutti i Palestinesi non saranno completamente riconosciuti.

In solidarietà permanente
Gaza’s Ark Steering Committee

L’ARCA IN FIAMME

13 Luglio 2014 – Charlie Andreasson – Gaza, Palestina occupata

L’Arca era in fiamme ed io sono stato l’ultimo a saperlo. O almeno, quella è stata la sensazione.

1a

2a

le foto sono di Charlie Andreasson

Un’inglese che vive nel mio stesso edificio, ma all’ultimo piano, non riusciva a dormire per il suono delle esplosioni dei missili, il ronzio di droni, elicotteri, lancio di razzi, bombardamenti dalla marina israeliana; così è andata sul tetto.
Con la coda dell’occhio ha visto una fiamma rosso-arancio tracciare una linea nel cielo notturno, l’ha vista colpire il porto, e un momento dopo ha visto l’incendio che divampava. Solo allora è arrivata la detonazione.
Non ha più neanche provato a dormire e poco dopo è iniziata la catena di messaggi su fb.
Un’ora più tardi, alle tre del mattino, sono stato svegliato da un amico che vive in un campo profughi nella parte nord-est della Striscia, il quale mi ha comunicato quello che avevano visto, quattro piani sopra di me. Un quarto d’ora dopo ero al porto.
E’ stato subito evidente che non si sarebbe salvato nulla. L’ho capito; il capo dei vigili del fuoco, che era lì, mi ha visto e si è reso conto, si è avvicinato e mi ha preso la mano. Ci eravamo già incontrati, si ricordava il mio nome, era dispiaciuto. Ho ringraziato lui e i suoi uomini. Mi sono guardato intorno. C’erano altri danni nel porto, ma minori, a causa dei bombardamenti. Niente che avesse provocato altri incendi o esplosioni.
Era l’Arca l’obiettivo.
Otto hasaka, piccole barche con il motore fuoribordo, erano state distrutte, intaccate dal fuoco come fosse una malattia letale. Barche che sono l’unica fonte di reddito per le famiglie che le possiedono.

3a

Io posso lasciare Gaza la prossima volta che il confine con l’Egitto sarà aperto, tornare a casa, provare a trovare un lavoro e dimenticare quello che ho vissuto. Le famiglie delle otto hasaka no: sono bloccate qui, non possono andare da nessuna parte, costantemente consce della loro vulnerabilità.
Era per queste persone che volevamo rompere l’assedio.

4a

Il Direttore Generale del Ministero dei Trasporti ha saputo e mi ha chiamato per dirmi che era dispiaciuto. Come posso dire la stessa cosa a chi ha perso le proprie barche, il proprio sostentamento, nell’incendio? Capiranno cosa intendo dire?
Era l’alba. Ho trovato un sacco di pezzi dell’Arca, sparsi tutt’attorno, alcuni fino a venti metri di distanza. Pezzi di plastica dei serbatoi dell’acqua, assi di legno del ponte, parti metalliche del parapetto. Il tetto della cabina di poppa giaceva a terra, capovolto.
L’esplosione è stata potente.
Come potente è il messaggio che Israele ha inviato non solo a noi, ma al mondo intero: Israele sa benissimo che non può fermarci con mezzi legali, ma deve usare la potenza militare se vuole continuare l’assedio, la colonizzazione e l’abuso dei palestinesi.L’ultimo sabotaggio non era riuscito a fermarci e non aveva portato a nessuna notizia di rilievo o protesta.
Questa volta l’Arca non può essere salvata, e neanche questa volta sarà una grande notizia o ci saranno proteste. E’ stata distrutta all’ombra di una guerra. Ma le cose sono connesse. Sono entrambi atti di guerra contro i palestinesi, contro la loro libertà di movimento, il loro diritto a sviluppare l’economia, a essere parte del commercio internazionale, al rispetto dei diritti umani, delle leggi internazionali. E’ un atto contro tutto ciò che può portare ad uno stato palestinese, contro tutto ciò che lo ricorda. E Israele non può farlo con la politica, può farlo solo con i soldati.

5a