Palestinesi, prigionieri nella propria terra

Da decenni in tutto il mondo le persone di coscienza si impegnano in solidarietà attiva con il popolo palestinese, ma la Palestina è ancora sotto occupazione e controllo Israeliano e i Palestinesi sono poco più che fantasmi.

sabbah-iyad   (sculture di Iyad Sabbah – Gaza)

Ad Aitham Ghanem, brillante ingegnere di Gaza, impegnato a promuovere le energie rinnovabili, non viene riconosciuto il diritto di viaggiare: è come un fantasma che non può lasciare il suo paese perché Israele con­ti­nua a con­trol­lare il regi­stro della popo­la­zione pale­sti­nese, nella Stri­scia di Gaza e in Cisgior­da­nia.
Le Nazioni Unite e l’Europa lo atten­de­vano a brac­cia aperte, ma i suoi sogni sono andati in fran­tumi in un solo colpo la mat­tina del 30 marzo, di fronte al muro eretto da Israele…

Leggi l’articolo su Il Manifesto

Per quest’uomo, e per centinaia di migliaia di altre persone,
riteniamo necessario andare a sfidare l’ingiustizia direttamente lì dove avviene:
Apriamo Gaza, il porto della Palestina

 

 

1945 – Liberazione, grazie Partigiani !

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Abbiamo bisogno del tuo contributo per partire

Freedom Flotilla Italia e la Coalizione Internazionale della Freedom Flotilla stanno organizzando una flottiglia che partirà entro la prima metà del 2015 verso Gaza, per sfidare ancora una volta l’illegale blocco israeliano della Striscia.

Le Freedom Flotille sono iniziative di base, autofinanziate, e sono sempre state realizzate grazie ai contributi versati dalle persone di coscienza in tutto il mondo. A queste persone di coscienza ci rivolgiamo adesso, per chiedere di contribuire alla realizzazione della Freedom Flotilla 3.

La campagna italiana Apriamo Gaza, il porto della Palestina include anche il lancio di due nuovi progetti : uno scuolabus e un centro per le donne a Gaza, che porteremo avanti anche dopo la partenza della FF3.  

La popolazione di Gaza, sotto assedio oramai da più di nove anni, ha bisogno di solidarietà, di sostegno immediato per continuare a resistere. Ma ha bisogno anche di azioni politiche, di lotta, di sfida diretta all’assedio, coordinate a livello internazionale, che siano in grado di riportare l’attenzione delle istituzioni internazionali sul blocco di Gaza, per cambiare definitivamente lo stato di fatto.

Dopo l’attacco violento della marina israeliana alla prima Freedom Flotilla, il Parlamento Europeo votò la Risoluzione P7-TA-2010-0235 che al punto 6 sollecita gli stati membri a “fare i passi necessari per assicurare la sostenibilità dell’apertura di tutti i valichi da e per Gaza, tra cui il porto di Gaza, con adeguato monitoraggio internazionale dell’utilizzo finale, per consentire il passaggio senza impedimenti delle merci umanitarie e commerciali necessarie per la ricostruzione e un’economia indipendente, come pure i flussi di valuta e la libera circolazione delle persone.”

Nel frattempo, Gaza è ancora sotto blocco, il porto è chiuso e quei “passi necessari” non sono stati ancora fatti.  

Al contrario, la situazione umanitaria a Gaza è più critica che mai e peggiora giorno dopo giorno. L’apatia dei media e l’inattività (quando non la connivenza) di molti dei nostri governi costringe noi, le organizzazioni di base, a farci carico della sfida al blocco. Le nostre flottiglie continueranno a navigare finché il blocco illegale di Gaza avrà fine in modo definitivo. 

La data di partenza della FF3 si avvicina, abbiamo bisogno del sostegno di tutti: morale, politico e finanziario.

Nessuna donazione è troppo piccola o troppo grande.

sostieni 

Insieme metteremo fine al blocco di Gaza.  

Freedom Flotilla Italia
Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese
Comunità Palestinese di Roma e del Lazio

Vittorio vogliamo ricordarlo così


Vittorio Arrigoni,
“Vik Utopia” inizia a lavorare a fianco degli esclusi, degli ultimi, dei senza voce quando ha appena venti anni, con l’organizzazione non governativa IBO. Si attiva in Croazia, Russia, Ucraina, Estonia, Polonia, Repubblica Ceca, Perù… ovunque è al fianco di chi ha bisogno di aiuto… si occupa di sanatori, senzatetto, disabili, profughi di guerra… poi va in Togo, Tanzania, Ghana… fa parte di una cooperativa che combatte il disboscamento delle foreste del Kilimangiaro e con la Ong YAP allestisce centri sanitari e di aggregazione sociale.

Nel 2002 “Vik” è con la Ong YAP (Youth Action for Peace), a Gerusalemme Est. Nel 2003 collabora con l’organizzazione radicale di José Bové, sindacalista, politico e attivista del movimento No global (eletto deputato europeo nel 2009 nella lista di Europe Ecologie).

Nel medesimo anno diventa membro dell’Ong International Solidarity Movement e si affianca alla causa palestinese. Raggiunge Gaza nell’agosto 2008, a bordo delle due imbarcazioni del Free Gaza Movement che sfidarono il blocco per la prima volta. Vittorio partì da Cipro assieme ad altre 43 persone provenienti da 17 paesi del mondo. Dopo 30 ore di navigazione furono accolti da migliaia di Palestinesi allineati sulla banchina del porto di Gaza per vedere il resto del mondo arrivare finalmente a chiedere giustizia.

Vittorio vogliamo ricordarlo così :

…e gli abitanti di Gaza ci aspettano di nuovo.

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Continuare i passi di Vittorio, realizzare la sua “utopia” è, a nostro avviso, il miglior modo perché sia sempre con noi. E il cammino è ancora lungo.

Invitiamo a  partecipare alla campagna di supporto mediatico dei vari progetti per Aprire il porto di Gaza, 10 ragioni per farlo e le altre iniziative per contrastare il blocco, seguendo i passi di Vittorio Arrigoni.

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Freedom Flotilla 3 : Apriamo Gaza, il porto della Palestina #ApriamoGaza  #VittorioArrigoni

La solidarietà italiana per Gaza ha tre braccia

Il primo braccio per lottare, il secondo per permettere l’educazione dei bambini,  l’altro per sostenere le donne di Gaza.

Apriamo Gaza

Ieri abbiamo annunciato l’acquisto della Marianne av Goteborg, una delle imbarcazioni della Freedom Flotilla 3 che partiranno per Gaza a fine primavera. Questo è il contributo della campagna svedese e norvegese alla FF3.
La campagna italiana si è impegnata a contribuire alle spese di allestimento di un’altra imbarcazione.
La storia delle flottiglie , che invitiamo a leggere, è una storia di solidarietà di campagne di base in tutto il mondo, persone che dal 2006 organizzano azioni dirette a sfidare il blocco disumano e illegale di Gaza.
Gli obiettivi tangibili raggiunti da queste azioni dirette consistono nell’aver portato ogni volta al centro dell’attenzione mondiale il blocco israeliano di Gaza e di aver mostrato le vere e brutali intenzioni del governo israeliano nel totale non rispetto della legalità umana e internazionale. Il governo Israeliano  teme le flottiglie per questa ragione e ha sempre fatto di tutto per impedirle, sin dalla partenza dai porti europei.
D’altro canto le istituzioni internazionali fanno passi da lumaca, il Parlamento italiano ha votato a febbraio scorso qualcosa di molto contraddittorio che non lascia pensare ad un seguito di impegni o azioni concrete verso soluzioni di giustizia,  né nei confronti del blocco di Gaza, né nei confronti della Palestina tutta.

Le azioni finora partite dal basso, in tutto il mondo, hanno ottenuto risultati concreti: le campagne di Boicottaggio, Sanzionamento e Disinvestimento  hanno costretto gli attori economici che operavano nelle colonie a rivedere le  loro politiche, mentre le flottiglie e gli altri volontari internazionali,  alcuni morti per la libertà altrui, hanno tenuto vivo l’interesse sulla  situazione di oppressione che vive il popolo palestinese

Le flottiglie sono state sempre realizzate grazie al contributo di tante persone di coscienza in tutto il mondo che  hanno donato e partecipato attivamente.

A queste persone ci rivolgiamo ora, per chiedere di contribuire concretamente
TRAMITE CROWDFUNDING (la pagina accetta ogni circuito)
OPPURE DIRETTAMENTE SUL CONTO“Apriamo Gaza il porto della Palestina” IBAN : IT33L0760103200001025002419

Il totale del contributo raccolto andrà per il 50% alla realizzazione della FF3, per il 25% all’acquisto di uno scuolabus per l’asilo “Vittorio Arrigoni” di Gaza e per il 25% alla realizzazione di un centro per le donne a Gaza , progetto dell’Associazione Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese in collaborazione con la Comunità Palestinese di Roma e del Lazio.

E’ IL MOMENTO PER TUTTI DI FARE
QUALCOSA DI CONCRETO
PER APRIRE GAZA, IL PORTO DELLA PALESTINA.
Apriamo Gaza il porto della Palestina