Solidarietà a Ship to Gaza Greece – In solidarity with Ship to Gaza Greece

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In questo momento, mentre attendiamo i voli di rimpatrio forzato delle ultime persone sequestrate in acque internazionali dalla marina israeliana, il nostro pensiero va anche al grande sacrificio dei compagni di “Ship to Gaza Grecia”, campagna che, assieme a “Freedom Flotilla Italia” e alle altre della coalizione internazionale FFC, contribuisce alla missione Freedom Flotilla III. Queste persone hanno continuato a lavorare per il popolo palestinese di Gaza, nonostante la situazione di emergenza in cui versa il loro paese, negli ultimi anni, e in queste ultime settimane in particolare.

La Grecia è ora in prima linea nel difendere i diritti sociali alla base dell’Europa comunitaria, diritti che l’Europa della finanza vuole cancellare, incurante della crisi umanitaria che questo comporta.

Teniamo a far notare che l’attuale governo greco, nonostante la situazione sia ancora più difficile di quella del 2011, si è comportato onestamente, con dignità, non intervenendo per bloccare le imbarcazioni della Freedom Flotilla III, in partenza dai porti ellenici. Sembra ovvio che sia così, eppure il governo in carica nel 2011, in cerca di aiuti economici, si comportò in maniera opposta, emanando un decreto legge senza precedenti per fermare le imbarcazioni della Freedom Flotilla II, anche allora ancorate nei porti greci, in attesa di partire per Gaza.

In solidarietà

Freedom Flotilla Italia

Under the actual circumstances, while waiting for the return of last deported people, captured in international water by the Israeli Navy, our thoughts go also to the big efforts of the “Ship to Gaza Greece” campaign, that along with other campaigns in the international Freedom Flotilla Coalition, are contributing to the Freedom Flotilla III. Those Greek activists continued to work for the Palestinian people of Gaza, despite the emergency situation involving their country during the past years and particularly the past weeks.

Now Greece is front line defending the social rights that should be the grounds of the EU Community, whereas the actual Europe, led by financial market, is willing to cancel those rights, with no regard to the resulting humanitarian crisis.  

We highlight the fact that the actual Greek Government, despite the current situation being even worst than in 2011, is acting honestly and with dignity towards Flotilla III boats, not having prevented them from departing from Greek ports. This may appear an odd statement. It is not, because the Greek Government in charge in 2011, probably seeking for economical help, choose to act differently issuing a Legislative Decree, unprecedented, thus preventing Freedom Flotilla II boats to Gaza from departing from Greek ports.

In solidarity

Freedom Flotilla Italia

“Non mi pento e non mi arrendo. La Freedom Flotilla è riuscita nel suo intento. ” Intervista a Basel Ghattas, Parlamentare Knesset

1/7 Intervista di Ship to Gaza Svezia, traduzione :

Basel GhattasPer il Parlamentare Knesset Dr. Basel Ghattas, è vero che la Freedom Flotilla III non ha raggiunto Gaza, “ma è riuscita nella sua missione, ha raggiunto completamente il proprio obiettivo avendo mostrato a tutto il mondo come gli Israeliani non rispettano la legge internazionale”. Secondo Gattas, la Freedom Flotilla accende la luce sulla realtà dell’occupazione israeliana e di come questa trasformi Gaza in una prigione chiusa.

 “Non mi arrendo, fatemi sapere quando ci sarà la prossima Freedom Flotilla e sarò il primo a partecipare, fa parte del mio dovere politico come Palestinese che vive in Israele” afferma.

 - Dirottamento, violenza e minacce

Spiegando come gli Israeliani “hanno dirottato” l’imbarcazione Marianne, Ghattas racconta che circa 13 navi da guerra israeliane circondarono la barca dopo la mezzanotte di domenica.

Una delle navi da guerra aveva un elicottero militare sul ponte” aggiunge con enfasi.

Afferma che gli Israeliani hanno ordinato ai membri dell’equipaggio di tornare indietro da dove provenivano.

““Gaza è la nostra destinazione, non la cambiamo, “ è stata la risposta che hanno ricevuto dal capitano Joel . ”

Ghattas ha iniziato a negoziare con loro per circa un ora per evitare ogni scontro o violenza.

Abbiamo detto loro chiaramente che stavano per dirottare l’imbarcazione, che la barca è svedese e attaccandola sarebbe stato come attaccare la Svezia stessa” 

“Quello che state facendo è illegale, ci state aggredendo in acque internazionali. 

Dopo un po’ i soldati israeliani si sono arrampicati sulla barca e ne hanno preso il controllo.

 Hanno iniziato ad insultarci verbalmente a spingerci e ad attaccare gli attivisti svedesi usando persino i taser contro Charlie Andréasson, membro dell’equipaggio. 

Poi hanno provato  interrogarci. L’ex Presidente della Tunisia Moncef Marzouki ha rifiutato di rispondere dicendo : “Quello che state facendo è illegale e io mi trovo in acque internazionali quindi sotto la giurisdizione della legge internazionale e quindi da me non avrete una parola.””

Ha aggiunto che il capitano dell’imbarcazione è stato scaltro nello spegnere i motori appena IDF ha abbordato la nave, così hanno impiegato ore per rimetterla in moto e portare l’imbarcazione al porto di Ashdod.

Ghattas dice che sono arrivati prima del tramonto al porto, ma IDF ha continuato a girare intorno fino al buio e poi è entrato “ per far sì che i media non potessero vedere come avevano dirottato l’imbarcazione ”

Non mi sono pentito di aver preso parte alla Freedom Flotilla, se avrò la possibilità, lo farò di nuovo” dichiara Ghattas con una nota di sfida.

Abbiamo bisogno di questo tipo di iniziative, abbiamo bisogno di più Freedom Flottiglie. Grazie alle Freedom Flottiglie accresciamo la consapevolezza dell’assedio di Gaza e spostiamo l’attenzione internazionale sui crimini di Israele” conclude.

Tre rilasciati domani, Kevorkova e tutti gli Svedesi ancora trattenuti

Comunicato stampa Ship to Gaza Svezia : 1/7/2015 20:18

equipaggio Marianne

L’avvocato israeliano di Ship to Gaza, Gabi Lasky, ci ha informato intorno alle 16 di oggi che altre tre persone sequestrate, quando il peschereccio Marianne è stato dirottato in acque internazionali, saranno deportati domani mattina presto.

Le tre persone sono il mozzo norvegese Herman Recksten e i due cittadini e attivisti canadesi Bob Lovelace e il macchinista Kevin Niesh. Sono già stati trasferiti dalla prigione di Givon in custodia all’aeroporto Ben Gurion.

Le persone che rimangono in prigione sono al momento la giornalista russa Nadya Kevorkova (RT-television) e i sei svedesi : il marinaio scelto Charlie Andreasson, il mozzo Gustav Bergström, la giornalista e scrittrice Kajsa Ekis Ekman, l’attivista e musicista Dror Feiler, il cuoco di bordo Jonas Kårlin e il capitano Joel Opperdoes.

comunicato stampa Ship to Gaza

I detenuti sono trattenuti in due sezioni diverse, Ekman e Kevorkova sono separate dagli altri.

Le autorità israeliane hanno già annunciato che queste persone saranno deportate in momenti diversi tra giovedì e venerdì.

Secondo Lasky gli attivisti si opporranno alla deportazione finchè non saranno deportati in gruppo.

In azioni precedenti gli attivisti avevano già preso posizioni simili perchè nessuno vuole lasciare indietro singoli o gruppi più piccoli, per salvaguardare la sicurezza degli ultimi rimasti. 

Portavoci Ship to Gaza Sweden :
Ann Ighe: +46 709 740 739
Dror Feiler: +46 702 855 777
Victoria Strand: +46 727 356 564
Media Contact
media@shiptogaza.se
Media co-ordinator: Staffan Granér – +46 70 35 49 687

Appello per l’immediata scarcerazione dei 14 sequestrati da Israele – comunicato stampa

1/7/2015

Equipaggio Marianne sequestrati

(foto dei 18 persone sequestrate da Israele a bordo Marianne, 4 già rilasciati)

Ancora in prigione in Israele :

Dror Feiler Sweden Musicista & compositore
Nadya Kevorkova Russia Giornalista
Kajsa Ekis Ekman Sweden Giornalista, Autore
Robert Lovelace Canada Professore Universitario & Capo nativo Algonquin
Joel Opperdoes Sweden Equipaggio
Gustave Bergstrom Sweden Equipaggio
Herman Reksten Norway Equipaggio
Kevin Neish Canada Equipaggio
Jonas Karlin Sweden Equipaggio
Charlie Andreasson Sweden Equipaggio
Ammar Al-Hamdan Norway Aljazeera Arabic
Mohammed El Bakkali Morroco Aljazeera Arabic
Ruwani Perera New Zealand MaoriTV
Jacob Bryant New Zealand MaoriTV

Queste persone, con l’unica colpa di essere a bordo di un peschereccio che si prefiggeva di approdare al porto palestinese di Gaza, sono state sequestrate in acque internazionali dalla marina israeliana e private della libertà da 60 ore. Il governo di Svezia, unica istituzione europea che ha battuto un colpo dall’inizio di questo sequestro, ha protestato contro Israele per questa operazione contraria al diritto internazionale, chiedendo inoltre che il console svedese si possa mettere in contatto diretto con le persone detenute. Il Primo Ministro israeliano, ad abbordaggio avvenuto, si è complimentato con la sua marina militare per come è avvenuta l’operazione, senza violenze e con tutti i passeggeri in buone condizioni, dichiarazione che hanno rilanciato tutti i professionisti dell’informazione, giudicandola evidentemente credibile. Niente di più falso. Dalle prime dichiarazioni rilasciate dai passeggeri liberati, supportate dal video dell’assalto (il suono intermittente è quello delle scariche delle pistole elettriche taser, che provocano le grida di dolore delle persone colpite), emerge un assalto con una violenza smisurata da parte di una quarantina di soldati armati e incappucciati (a bordo della Marianne erano in 18 tra equipaggio e passeggeri), scariche elettriche sui membri dell’equipaggio e anche alle persone anziane, spinte, percosse. Alle persone non colpite viene comunque riservato il trattamento che tocca a tutti, di avere materiale informatico, telefoni e altri oggetti personali requisiti, calpestando anche l’immunità diplomatica di cui avrebbero dovuto godere Basel Ghattas, membro della Knesset israeliana e Ana Miranda, europarlamentare. Ma quello che ci sconcerta maggiormente da queste dichiarazioni, più che la smentita delle affermazioni del governo israeliano, è il fatto che le persone che hanno subito il peggior trattamento da parte del commando armato, l’equipaggio, corrispondono alle stesse che sono ancora incarcerate, non sappiamo neppure con quale capo d’accusa. Temiamo, perciò, per quello che potrebbero subire in queste ore. Il loro rilascio dovrebbe essere conseguente, per quanto sappiamo dagli avvocati, alla loro firma di una dichiarazione dove ammettono di essere entrati in Israele in maniera illegale, quando è palese che questo fatto non può essere a carico di chi viene sequestrato in acque internazionali e dirottato da navi militari.

Chiediamo con forza all’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Onorevole Federica Mogherini, che si attivi attraverso tutti gli strumenti di propria competenza e i canali della diplomazia per ottenere l’immediato rilascio dei cittadini europei privati illegalmente della libertà in acque internazionali.

 contatto :
Tiziano Ferri
per Freedom Flotilla Italia
3341737274
freedomflotillaitalia@gmail.com

Comunicato stampa di Renato Accorinti, Sindaco di Messina.

fonte : http://renatoaccorintisindaco.it/restiamo-umani/

Renato Accorinti su Marianne

Freedom Flotilla missione umanitaria di pace

Mentre le donne e gli uomini dell’equipaggio della Marianne sono ancora imprigionati a Givon dalle autorità israeliane, ho appena ricevuto la notizia che ne sono stati liberati alcuni, fra cui Ana Miranda, europarlamentare europea, donna dal sorriso contagioso, imbarcata sulla Marianne a Messina poco più di una settimana fa e diretta a Gaza in Palestina, insieme ad attivisti, giornalisti e politici.

Protesto contro questo palese abuso della libertà di navigazione. I ripetuti atti di pirateria dello stato di Israele in acque internazionali sono il preoccupante segnale che la politica israeliana di occupazione e di blocco si estende a tutto il Mediterraneo orientale e non solo alla striscia di Gaza.

Auspico che il peschereccio “Marianne”, facente parte della missione Freedom Flotilla III, sia rilasciato e che tutto il suo equipaggio sia immediatamente liberato, in modo che possa continuare il suo viaggio verso la meta e consegnare gli aiuti umanitari destinati a tutta la popolazione di Gaza sottoposta a embargo e a continui attacchi militari.

Esorto il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, il Presidente del Senato, la presidente della Camera, il Governo, il Ministro degli Esteri, l’Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, la Comunità Internazionale, ad adottare provvedimenti immediati contro le violazioni quotidiane del diritto internazionale e dei diritti umani determinate dal blocco e dall’occupazione israeliani e ad intraprendere le iniziative necessarie affinché lo stato di Israele, come primo passo verso la risoluzione di tali violazioni, apra da subito il porto di Gaza.

Anche Papa Francesco, nel recente incontro con Abu Mazen, ha riconosciuto lo Stato di Palestina e il suo diritto alla sovranità sui propri territori.

Che il sassofono di Dror Feiler, musicista svedese di origine israeliana, anche lui imbarcato, torni a suonare immediatamente a bordo della Marianne!

Auspicio decisioni coraggiose che portino a una soluzione di pace per tutti i popoli dell’area medio orientale, importantissimo snodo per tutto l’oriente, terra sacra ricca di storie e incontro di culture e religioni.

«Il silenzio del “mondo civile” è molto più assordante delle esplosioni che ricoprono la città come un sudario di terrore e morte.» (Vittorio Arrigoni)

Renato Accorinti
Sindaco di Messina

30 giugno 2015